Versace

Versace_logoQuello di Versace è da più di 30 anni uno dei nomi in assoluto più importanti della moda mondiale. Non si può parlare di Versace senza parlare della storia del suo fondatore, Gianni Versace, purtroppo tragicamente scomparso nel 1997 a causa di un omicidio a Miami Beach, dove lo stesso stilista soggiornava. Ciò nonostante, l’azienda portata avanti con successo da sua sorella, Donatella Versace (vice Presidente e Direttore creativo) e da Santo Versace (Presidente), oltre che ad amministratori capaci.

La storia di Gianni Versace inizia a Reggio Calabria, sua città nativa e primo laboratorio per il suo genio, dove ha avuti i primi contatti con il mondo della moda sin da ragazzino, lavorando prezzo l’atelier si sua madre, sarta di professione. Reggio Calabria, sebbene non fosse ricca quanto Milano, era comunque ricca di storia e Gianni Versace trovava ispirazione proprio dall’arte tipica della Magna Grecia. Nel 1972, a 25 anni, si trasferisce a Milano dove inizia a lavorare come disegnatore d’abiti e crea le prime collezioni per Genny, Complice e Callaghan.

L’inizio del successo

Il 28 marzo 1978 Gianni Versace presenza la sua prima collezione donna, firmata col suo nome, prezzo il Palazzo della Permanente a Milano. Nel 1979 inizia una collaborazione con il fotografo americano Richard Avedon e nel 1982 ottiene il suo primo riconoscimento, l’Occhio d’Oro come “migliore stilista 1982/1983 collezione autunno/inverno donna”. Nello stesso periodo, la grande intuizione di inserire elementi metallici che diventeranno in seguito un classico della sua produzione.

Da quel momento in poi, il successo di Versace esplode, con dei riconoscimenti che vanno anche al di fuori del campo della moda. Nel 1986, infatti, ottiene il titolo di Commendatore della Repubblica Italiana.

Il ruolo della fotografia

Per Gianni Versace il ruolo della fotografia nella moda era fondamentale. Probabilmente, una delle chiavi del suo successo è stata quella di dare grande risalto all’aspetto fotografico, poiché è quello che maggiormente colpisce le masse e quello che rimane nel tempo. Per tale motivo, Gianni Versace si è avvalorato dei servizi dei più celebri fotografi del settore come Richard Avedon, Bruce Weber, Steven Meisel.

Ovviamente, anche il ruolo delle modelle non è da valutare, soprattutto se si considera che per Versace hanno sfilato nomi come quelli di Linda Evangelista, Naomi Campbell, Claudia Schiffer, Cindy Crawford, Yasmeen Ghauri, Christy Turlington, Helena Christensen, Karen Mulder.

La moda di Versace

Una delle frasi su Gianni Versace che più colpisce e più sono rimaste nella memoria di tutti gli amanti della moda, è quella del suo amico e regista Franco Zeffirelli, il quale affermò che Gianni Versace fu uno stilista che aveva liberato la moda dal conformismo, regalandole la fantasia e la creatività.

Oggi, la moda di Versace si pone come obbiettivo quello di muoversi ancora in quest’ottica.

Lo “stile Versace” può essere descritto a seconda dei periodi in cui ha operato, poiché la moda cambia continuamente ed è sempre frutto del proprio tempo.

Alla fine degli anni ’70, ovvero quelli del debutto di Gianni Versace, lo stile è stato segnato dalla sperimentazione e dalla ricerca. Negli anni ’80, partendo dal presupposto che si iniziasse ad avere più conoscenza nel settore, si è osato con il clamore, la sensualità e la fantasia (in questo periodo potevano vedersi mix inediti, sovrapposizioni, asimmetrie, stampe, decori neo-barocchi, ricami preziosi, elementi di metallo e micro cristalli). I primi anni ’90 invece sono stati il boom dell’estremismo e dell’eccentricità, mentre a partire dal 1993 Gianni Versace adotta uno stile più contenuto ma comunque molto sensuale (forse anche per il fatto che dal 1993 si ammala gravemente).

Dopo la morte di Gianni Versace, lo “stile Versace” è passato nelle mani di Donatella Versace, che si caratterizza per una sensualità molto spiccata, ma sempre cercando di restare nei “binari” disegnati dalle sapienti mani del fratello.